COMUNICATO STAMPA
Milano, 26 ottobre 2026
CUB SANITA’ ITALIANA: UN CONGRESSO CHE RICARICA LE ENERGIE
Per affrontare le sfide del presente e del futuro
Venerdì 23 e sabato 24 ottobre si è svolto a Milano, presso il Circolo Familiare di Unità Proletaria, il Congresso nazionale della CUB Sanità Italiana.
Il Congresso si è tenuto in una fase storica segnata da guerre, impoverimento sociale, privatizzazione dei diritti e crescente autoritarismo. Ma è anche una fase in cui le piazze tornano a riempirsi e crescono le mobilitazioni contro le ingiustizie e le disuguaglianze.
In questo contesto, la CUB Sanità Italiana non intende voltarsi dall’altra parte: vuole essere presente, sostenere le lotte che emergono dai bisogni reali delle persone e contribuire a costruire percorsi di mobilitazione e di cambiamento.
Il confronto congressuale: le nostre priorità
A partire dal documento congressuale, già discusso nei luoghi di lavoro e nei territori, i delegati provenienti da tutta Italia hanno animato un confronto costruttivo e partecipato. I numerosi interventi hanno permesso di approfondire temi centrali per il futuro della sanità, del lavoro e dei diritti:
- guerre e impoverimento sociale: le conseguenze dei conflitti sull’ambiente, sulle condizioni di vita dei lavoratori e sulle risorse destinate alla sanità pubblica;
- salute e sicurezza: la necessità di garantire condizioni di lavoro dignitose e sicure;
- sanità pubblica: la netta contrarietà alle esternalizzazioni e ai processi di privatizzazione;
- diritti e libertà sindacali: le conseguenze delle politiche repressive del Governo, dentro e fuori i luoghi di lavoro, e la battaglia per il riconoscimento della rappresentatività;
- un contratto unico per la sanità e il sociosanitario: salari e diritti garantiti per tutte le lavoratrici e tutti i lavoratori, con l’obbligo di applicazione quale requisito per l’accreditamento;
- salari e condizioni di lavoro: lo sviluppo delle vertenze per recuperare potere d’acquisto e migliorare le condizioni lavorative;
- unità delle lotte: superare le divisioni tra professionalità, qualifiche e mansioni per costruire una forza collettiva più incisiva.
La salute non è una merce
La sanità pubblica è oggi uno dei principali terreni dello scontro sociale. Da una parte c’è chi vuole trasformare la salute in un mercato, subordinando il diritto alle cure alle logiche del profitto; dall’altra c’è chi difende il diritto universale alla salute e l’accesso alle cure per tutte e tutti.
La CUB Sanità Italiana sceglie senza ambiguità da che parte stare: dalla parte delle lavoratrici e dei lavoratori, degli utenti, dei territori e di chi lotta per una sanità pubblica, gratuita e universalistica.
Difendere il diritto alla salute significa difendere salari, welfare, servizi pubblici, sicurezza sul lavoro, ambiente e pace. Sono battaglie strettamente legate tra loro, che richiedono partecipazione, conflitto e capacità di costruire alleanze.
Un sindacato più forte, presente nei territori
Importanti anche i contributi degli ospiti, tra cui Medicina Democratica e Sanitari per Gaza, e gli interventi dei segretari delle altre categorie presenti, che hanno arricchito il confronto e rafforzato il legame tra le diverse esperienze di lotta.
Il Congresso ha rappresentato un momento di discussione, confronto e rilancio dell’iniziativa sindacale. Le energie e le idee emerse dovranno tradursi in una presenza più incisiva nei luoghi di lavoro e nei territori, nella capacità di sostenere le mobilitazioni e di costruire convergenze tra le diverse vertenze.
La CUB Sanità Italiana intende rafforzarsi come sindacato conflittuale, indipendente e internazionalista, capace di unire lavoratrici e lavoratori, utenti e comunità territoriali a partire dai bisogni concreti, per contrastare lo smantellamento della sanità pubblica e costruire un’alternativa reale alle politiche che mettono in discussione diritti e conquiste sociali.
IL CONGRESSO SI CONCLUDE, LE LOTTE CONTINUANO.
Con rinnovato impegno, la CUB Sanità Italiana proseguirà il proprio percorso al fianco di chi lavora, di chi ha bisogno di cure e di chi non si rassegna a una società in cui i diritti diventano privilegi.