Comunicato Cub Sanità sciopero 30 Ottobre

Da Nord a Sud, le piazze italiane si sono riempite. Cortei, manifestazioni e una partecipazione importante hanno segnato lo sciopero del 30 ottobre.

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Sciopero 30 ottobre

IL 30 OTTOBRE LE PIAZZE SI RIEMPIONO: UNA GENERAZIONE SI RIPRENDE IL FUTURO!

Da Nord a Sud, le piazze italiane si sono riempite. Cortei, manifestazioni e una partecipazione importante hanno segnato lo sciopero del 30 ottobre. Ma il dato più significativo è stato soprattutto uno: la presenza numerosa e determinata di studenti e giovani, protagonisti di una mobilitazione che ha riportato nelle strade la voglia di partecipazione, di protesta e di cambiamento.

È questo il risultato politico più importante della giornata. Una generazione che non resta a guardare, che prende parola e rifiuta di accettare un futuro fatto di precarietà, disuguaglianze, guerre e diritti negati.

Come CUB Sanità Italiana abbiamo scelto di aderire e sostenere questa mobilitazione perché crediamo che le istanze e le battaglie dei giovani debbano trovare ascolto, rispetto e solidarietà. Non possiamo chiedere alle nuove generazioni di impegnarsi per cambiare la società e poi lasciarle sole quando scendono in piazza. I giovani non sono soltanto il nostro futuro: sono il nostro presente.

Lo sciopero ha messo al centro il contrasto al militarismo, all’aumento delle spese militari, all’economia di guerra e al carovita. La guerra non si paga soltanto con le armi: si paga anche con l’aumento dei prezzi, la perdita del potere d’acquisto e le risorse pubbliche sottratte alla sanità, alla scuola e ai servizi sociali. Quei soldi devono essere investiti nel welfare, nei salari e nei diritti, non negli armamenti.

Per noi, come organizzazione sindacale della sanità, è fondamentale ribadire anche la necessità di difendere e rilanciare la sanità pubblica, garantendo risorse, personale, servizi accessibili e il diritto alla cura per tutte e tutti. Non vogliamo una società che investe sempre più in armi e sempre meno nella salute, nell’istruzione e nel benessere collettivo.

Mentre si privilegia la spesa militare a discapito degli investimenti sociali, questo Governo contribuisce a sottrarre opportunità e prospettive alle nuove generazioni, rubando loro il futuro.

La partecipazione degli studenti dimostra però che non c’è rassegnazione. C’è una generazione che vuole farsi sentire, che pretende risposte e che non intende rinunciare a immaginare e costruire una società diversa.

La mobilitazione ha visto la partecipazione di tante lavoratrici e lavoratori, studenti, organizzazioni sindacali e realtà sociali. Vecchie e nuove generazioni si sono ritrovate nelle piazze, unite da battaglie comuni per la pace, i diritti, la dignità del lavoro e la giustizia sociale. Un incontro tra generazioni e percorsi diversi, che dimostra come la voglia di cambiamento non abbia età.

Per CUB Sanità Italiana, il risultato più importante del 30 ottobre sono le piazze piene di giovani. A loro dobbiamo dare ascolto, con loro dobbiamo costruire solidarietà e percorsi comuni di lotta.

Perché il futuro non si aspetta, non si regala e non si lascia rubare: si conquista insieme!

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