
Piazza Scala 7 dicembre 2023- Foto
Anche quest’anno la CUB era in Piazza Scala in occasione della prima, per denunciare il crollo del potere di acquisto dei salari

Anche quest’anno la CUB era in Piazza Scala in occasione della prima, per denunciare il crollo del potere di acquisto dei salari

Oggi parliamo con Mattia Scolari (Segretario CUB Milano) della situazione sindacale in Italia e USA, prospettive future e politiche possibili.

Si complica la battaglia tra Tesla e i sindacati del Nord Europa. La più grande organizzazione di lavoratori della Danimarca ha deciso di rispondere all’appello dei collegi svedesi e quindi di unirsi allo sciopero avviato da questi ultimi contro il gruppo di Elon Musk.

L’Italia diventa sempre più povera e sempre più diseguale: indebitata e senza crescita, incapace di investire in ricerca e in sviluppo tecnologico, senza una politica industriale, perde le sue eccellenze professionali e interi settori produttivi.

Come da tradizione il 7 dicembre politici e potenti di ogni risma si presenteranno per la prima della Scala a testimonianza della loro privilegiata classe sociale, sfoggiando davanti alle telecamere abiti firmati e gioielli preziosi

Quest’anno il 07 Dicembre scenderemo in piazza per protestare contro i politici e i potenti di ogni risma che si presenteranno per la prima della Scala.

In occasione dell’ennesima tragedia consumatasi contro una giovane donna, il nostro sindacato esprime il proprio profondo cordoglio e solidarietà, unendosi al coro di protesta e rabbia proveniente dai movimenti femministi e da tutta la cittadinanza.

Modera:
Francesco Bochicchio
Giovedì 14 dicembre 2023, dalle 18 alle 20 presso la CUB di Milano, viale Lombardia, 20, entrata dal cortile, 2° piano (M2 Piola)

Con la fine del servizio di maggior tutela per il settore elettrico e del gas, da gennaio 2024, milioni di famiglie saranno obbligate a passare al mercato libero nel quale una pletora di fornitori avranno la possibilità di spartirsi profitti alle spalle di lavoratori, pensionati e ceti popolari che poco hanno da contrattare.

Il governo a trazione neofascista e leghista ha varato gli ennesimi provvedimenti sulla “sicurezza”. Nessuno si lasci ingannare: non è la sicurezza sul lavoro che pure richiederebbe la dovuta attenzione, vista la continua sequela di incidenti troppo spesso mortali, che colpiscono lavoratori e lavoratrici
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