San Raffaele: il Ministero della Salute ci dà ragione

CUB e USI per mesi hanno denunciato poco organico, carichi eccessivi, esternalizzazioni. La relazione del Ministero alla Regione conferma.

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Per mesi CUB Sanità Italiana e USI Sanità hanno denunciato ciò che stava accadendo all’Ospedale San Raffaele: organici sempre più ridotti, fuga del personale, carichi di lavoro insostenibili, ricorso alle cooperative per sopperire alle carenze indotte, organizzazione inefficace e rischi crescenti per la sicurezza delle cure.

Invece di affrontare il problema, l’Azienda ha preferito ignorare le segnalazioni di chi ogni giorno lavora nei reparti e conosce la realtà dell’assistenza. Anziché aprire un confronto serio, ha continuato a minimizzare una situazione che peggiorava mese dopo mese.

Oggi emerge con chiarezza ciò che denunciamo da anni:

la carenza cronica di personale, la difficoltà di trattenere infermieri e gli altri professionisti, l’assenza di efficaci politiche di valorizzazione, il ricorso a personale esterno senza adeguata formazione, le gravi criticità organizzative e gestionali e il mancato intervento tempestivo non sono frutto del caso, ma il risultato di precise scelte aziendali.

Per troppo tempo si è cercato di risparmiare sul personale. Il risultato è una sanità più fragile e lavoratori sempre più esasperati.

Noi lo abbiamo denunciato ovunque: nei tavoli sindacali, nelle assemblee, nelle piazze e alle istituzioni competenti. Abbiamo chiesto interventi prima che la situazione degenerasse. Chi aveva il dovere di ascoltare non può dire di non sapere. Oggi la relazione del Ministero alla Regione dimostra che avevamo ragione.

Per questo CUB Sanità Italiana e USI Sanità ribadiscono con forza le proprie richieste:

  • assunzioni immediate e stabili;
  • organici adeguati ai reali bisogni assistenziali;
  • retribuzioni almeno equiparate a quelle della sanità pubblica per fermare la fuga di infermieri, OSS, tecnici, ricercatori, amministrativi, ecc.;
  • stop al ricorso scellerato alle cooperative per coprire le carenze di organico indotte;
  • investimenti nella formazione, nell’organizzazione e nella valorizzazione di tutte le professionalità;
  • più sicurezza e salute;
  • un vero confronto sindacale nel rispetto dei lavoratori e dei loro rappresentanti.

Non accetteremo che a pagare siano ancora una volta i lavoratori, né che chi denuncia i problemi venga isolato o colpito. Continueremo a denunciare con determinazione ogni scelta che metta a rischio lavoratori e pazienti.

La Direzione del San Raffaele deve assumersi le proprie responsabilità e le istituzioni, a partire da Regione Lombardia e dagli organi competenti di controllo e vigilanza, devono intervenire con fermezza affinché vengano adottate tutte le misure necessarie a garantire organici adeguati, sicurezza delle cure e rispetto dei diritti dei lavoratori.

 

La salute non può essere subordinata alle logiche del profitto.

 

Continueremo a mobilitarci perché difendere i diritti di lavoratrici e lavoratori significa difendere anche il diritto di cittadine e cittadini a una sanità, pubblica, sicura, di qualità e realmente al servizio delle persone.

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