È arrivata la sentenza del Tribunale del Lavoro a favore della maschera licenziata dal Teatro alla Scala. Con l’assistenza degli avvocati Villari e Giovanelli, la lavoratrice (che aveva un contratto a termine) sarà ora risarcita di tutte le mensilità che intercorrono dal licenziamento alla scadenza naturale del contratto. Il Teatro dovrà anche coprire le spese di lite.
Ci congratuliamo innanzitutto con la nostra lavoratrice e con i suoi legali. Ringraziamo tutti i lavoratori della Fondazione Scala che hanno sostenuto sin dall’inizio la nostra richiesta di mobilitazione in solidarietà con la collega licenziata, con scioperi, presidi e raccolte firme.
Lo abbiamo sostenuto sin dall’inizio che gridare “Palestina libera” non è reato, e che i lavoratori non possono essere sanzionati per le loro opinioni politiche.
A oggi è sempre più necessario organizzarsi con il sindacalismo di base per far valere i propri diritti.
Invitiamo tutte le lavoratrici e i lavoratori, e i solidali con la vicenda della maschera licenziata, a scendere in sciopero venerdì 28 novembre ore 09:30 a Porta Venezia, e a partecipare alla manifestazione di sabato 29 novembre ore 14:00 da piazza XXIV maggio.