TIM licenzia S.Vivoli, segretario FLMUniti CUB

Un altro dirigente sindacale della FLMUniti vittima di repressione, a pochi mesi dal licenziamento del segretario provinciale Delio Fantasia.

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Tim licenzia vigliaccamente Simone Vivoli, segretario nazionale della Federazione Lavoratori Metalmeccanici aderente alla Cub; alcuni mesi fa, stessa sorte è toccata a Delio fantasia, segretario provinciale di Frosinone e dipendente Fca. La repressione nel 2026 è in buona salute e i futili motivi addotti annunciano tempi duri ed un imminente appesantimento del clima sociale come dimostrano i licenziamenti richiesti da Elettrolux

GUERRA ESTERNA, GUERRA INTERNA E CRISI SOCIALE

C’è aria di crisi: i padroni licenziano i non allineati, chi sostiene il conflitto, chi difende i diritti dei più deboli contro larroganza del potere; nel contempo il Governo emana leggi per limitare il diritto di scioperare, lottare, manifestare che sono gli unici strumenti a disposizione dei lavoratori, degli studenti e dei ceti popolari per difendere e possibilmente migliorare le proprie condizioni di vita.

L’ideona di mettere in pratica strumenti necessari per riportare all’ordine tutte le realtà ed esperienze di lotta, per prevenire e stroncare sul nascere i futuri, inevitabili conflitti sociali la usano grandi aziende e anche il governo Meloni, che all’insediamento ha promesso ai padroni di non disturbare chi vuol fare.

Tali decisioni nascono dentro una pesante congiuntura politica costituita da una storica emergenza sociale fatta di bassi redditi, occupazione povera e precaria, distruzione della sanità, crisi abitativa, e da leggi di bilancio fatte con tanta austerità anche per effetto del rientro dal debito imposto dall’Unione Europeae dal clima di guerra che diventa ogni giorno più pesante, violento e pericoloso. 

Grave la situazione in Medio Oriente dove sono decine di migliaia i morti e dove Israele punta a cancellare il popolo palestinese, attacca i paesi circostanti cosciente di godere di una sostanziale impunità, Grave la situazione in Ucraina dove è in atto uno scontro tra stati.

Questa sempre più marcata tendenza alla guerra sul fronte esterno, richiede sul fronte interno un contesto sociale pacificato, e a questo “lavorano i padroni e tutti gli apparati dello stato.

Simone paga con il licenziamento l’esigenza di dare segnali intimidatori a tutto il movimento: nelle fabbriche hanno agibilità solo le organizzazioni concertative e collaborative mentre è vietato anche solo parlare di conflitto. La legge provvede per quanto di sua competenza alzando l’asticella dei reati e delle pene per colpire le manifestazioni contro le guerre, le proteste contro le “grandi opere”, i picchetti e le forme di lotta come i blocchi stradali e le occupazioni di case sfitte.

Si punisce qualsiasi forma di protesta e di resistenza, si istituisce il reato per terrorismo della parola per colpire perfino gli scritti che inneggiano alla lotta, aumenta l’impunità delle forze di polizia punendo duramente ogni forma di resistenza al loro operato, e riconoscendo il diritto ad avere anche un’arma personale!

 FlmUnitiCub contrasterà tale deriva e si attiverà per difendere Simone, il diritto a affermare la democrazia in fabbrica e quello di lavoratori, pensionati, studenti e ceti popolari ad usare il conflitto per regolare gli interessi contrapposti propri della società capitalistica e resterà una organizzazione fuori da ogni logica neocorporativa, conflittuale perché considera questa l’unica opzione possibile per difendere le classi subalterne.

 I lavoratori quando lottano hanno valide e irrinunciabili motivazioni; la scelta di imporre nelle fabbriche, nelle scuole, nella società tutta una politica repressiva è una scelta autoritaria, destinata solo a far crescere lo scontro sociale, perché segna l’incapacità di chi governa le aziende e il paese ad affrontare e risolvere i problemi e le angosce che angustiano i lavoratori ed il paese. Per tutto questo ci schieriamo a fianco di Simone.



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