Tagli alla musica per il decreto accise

Tagliati i fondi ai grandi festival, come il famoso Umbria Jazz o il Puccini, per sostenere la manovra sul costo della benzina.

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Un uomo con una maschera da clown tiene uno striscione "sciopero generale".

I costi della guerra a carico dei lavoratori dello spettacolo, e così il taglio delle accise per calmierare i prezzi della benzina e’ diventato l’alibi del ministro Giuli ai tagli al mondo dello spettacolo dal vivo.

In particolare, oggi nei confronti dei prestigiosi festival di musica dal vivo come Umbria Jazz, perla mondiale, o il festival Pucciniano, altro festival già soggetto a esternalizzazioni e precariato fuori da ogni limite.

A tutto questo disegno e a questi provvedimento ci opponiamo come CUB. Oggi i festival, domani i teatri di prosa e la lirica, in sfregio dell’articolo nove della Costituzione e alla libertà di espressione.

Fermare la deriva verso l’economia di guerra delle spese belliche folli, fermare i pazzi Trump e Nethanyau che trascinano direttamente o indirettamente il nostro paese nelle loro guerre e al genocidio di popoli,  in particolare quello palestinese.

Per tutto questo siamo favorevoli allo sciopero generale di fine maggio indetto dai sindacati di base.

In ogni regime la cultura fa paura. Difendere la musica, il teatro, la cultura, significa difendere la democrazia del nostro paese.

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