Il 18 maggio, all’Ospedale San Raffaele, sarà sciopero.
Diciamolo chiaramente: non scioperiamo contro l’accordo di gennaio. Quell’accordo è anche frutto della nostra lotta. Senza mobilitazione, non sarebbe arrivato nulla.
Ma diciamo anche la verità fino in fondo: quell’accordo è insufficiente. Non ha risolto i problemi, non ha fermato la fuga di lavoratrici e lavoratori, non ha migliorato davvero le condizioni di lavoro.
E allora non basta.
Anche su altri fronti, basta propaganda: gli accordi su permessi studio e ferie non sono conquiste nuove. Erano già diritti esistenti. Riproporli come novità serve solo a mettere fumo negli occhi e a nascondere l’assenza di veri miglioramenti.
Questo sciopero è di tutte e tutti. Perché tutte e tutti subiamo le conseguenze di una gestione che continua a scaricare sui lavoratori i propri limiti.
Scioperiamo perché:
- chiediamo progressioni di carriera ed economiche per tutti
- noi oggi guadagniamo meno dell’aprile 2012
- vogliamo incentivi che riconoscano il lavoro reale
- si continua a esternalizzare invece di assumere ed internalizzare
- vogliamo condizioni di lavoro migliori
- salute e sicurezza sono sempre più a rischio.
Questa situazione non è più tollerabile.
Mentre il personale si impoverisce e se ne va, l’amministrazione pensa a difendere la propria immagine. Prova a far calare il silenzio sulle criticità invece di risolverle. Cercano giustificazioni, ma la realtà è sotto gli occhi di tutti: la responsabilità è di chi gestisce.
Non è sfortuna. Non è emergenza. È una scelta.
Dopo i fatti di inizio dicembre, ci era stata promessa una svolta. Non c’è stata. Qualche intervento di facciata non cambia la sostanza: i problemi restano, i rischi anche.
La soluzione è semplice: investire sul personale, aumentare i salari, garantire diritti, fermare l’emorragia.
Se non lo faranno, li costringeremo.
IL 18 MAGGIO SCIOPERIAMO!
Perché quello che abbiamo strappato non basta.
Perché non ci accontentiamo del fumo negli occhi.
Perché quello che ci spetta, ce lo prenderemo!