Piccolo Teatro in stato di agitazione: vogliamo risposte concrete!

Sostieniamo lo stato di agitazione proclamato dalla RSU al Piccolo. Ancora nessuna risposta concreta da parte del Teatro.

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La CUB Informazione e Spettacolo sostiene con determinazione lo stato di agitazione proclamato al Piccolo Teatro di Milano e ritiene ormai non più rinviabile un chiarimento pubblico sulle condizioni di lavoro che si stanno consolidando all’interno dell’ente.

Da mesi assistiamo a una continua richiesta di flessibilità unilaterale nei confronti delle lavoratrici e dei lavoratori: turnazioni modificate, disponibilità richieste oltre l’ordinario, adattamenti organizzativi pretesi come norma permanente. Una flessibilità che però non è il frutto di una progettazione condivisa, bensì la conseguenza di una evidente difficoltà nella programmazione delle stagioni e nella gestione complessiva dell’organizzazione del lavoro.

Il risultato è uno squilibrio sempre più marcato tra vita lavorativa e vita privata. Le maestranze si trovano a dover assorbire inefficienze e ritardi decisionali, pagando in termini di tempo, energie e qualità della vita errori che non dipendono da loro. La cultura non può essere prodotta scaricando sui lavoratori il costo dell’improvvisazione gestionale.

A fronte di queste richieste crescenti, non arrivano riconoscimenti concreti. Invece di benefit, di miglioramenti economici e di strumenti di tutela, vengono introdotte regole sempre più stringenti, controlli più rigidi e, soprattutto, una costante procrastinazione delle risposte sulle questioni contrattuali e organizzative poste dalla rappresentanza sindacale.

Questa situazione appare ancora più grave se si considera che, parallelamente, si registra una distanza sempre più evidente tra chi garantisce quotidianamente la realizzazione dell’attività teatrale e chi ne dirige l’ente: mentre ai lavoratori si chiede sacrificio, disponibilità e adattamento continuo, i dirigenti continuano a mostrarsi soddisfatti, con trattamenti economici in crescita e senza assumersi pubblicamente la responsabilità delle criticità organizzative.

La CUB ribadisce che:

la programmazione deve essere seria e rispettosa dei tempi di vita delle persone;

ogni richiesta aggiuntiva deve trovare un corrispettivo chiaro in termini economici e di tutele;

le trattative non possono essere svuotate attraverso rinvii sistematici e risposte evasive.


Lo stato di agitazione non è un gesto simbolico né una presa di posizione ideologica: è la risposta necessaria a un progressivo deterioramento delle condizioni di lavoro e del confronto sindacale.

Chiede l’immediata convocazione del tavolo negoziale con impegni concreti e verificabili. Difendere il lavoro significa difendere la qualità stessa dell’istituzione culturale. Senza rispetto delle maestranze, equilibrio tra vita privata e lavorativa non può esistere eccellenza artistica.

Milano, 24 febbraio 2026

CUB Informazione e Spettacolo di Milano e provincia

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