Nuove regole TFR: ecco il modulo di non adesione al fondo pensione

Dal 2026 i neoassunti vengono automaticamente iscritti a una previdenza complementare, salvo disdetta entro 60 giorni dall’assunzione.

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UNA BELLA FACCIA TOSTA: DAL 1° LUGLIO NUOVE REGOLE PER RUBARE MEGLIO IL TFR AI LAVORATORI NUOVI ASSUNTI

Occhio! Se non dici NO entro sessanta giorni, resti senza tfr!

Nel 2007 partì il primo scippo del tfr, col falso obbiettivo di garantire la pensione ai giovani; scarso il successo anche per l’impegno della Cub. I lavoratori non si sono mai fidati delle fumose promesse e continuano in larga parte a non dare il Tfr alla previdenza complementare. “Dall’avvio della riforma – si legge in una relazione Commissione di vigilanza sui fondi pensione (Covip) – su 438 miliardi di Tfr, la parte destinata alla previdenza complementare è stata di 97,3 miliardi di euro, il 22,2%”. Quasi 100 miliardi e adesso puntano agli altri 340. 

Negli anni anche il sindacato confederale ha svolto il suo ruolo complice, portando lavoratori nella previdenza complementare con i rinnovi dei contratti nazionali, ma anche questa strada è fallita perché, senza devolvere il Tfr, gli interessati versano poco o niente.

Dal 2026, il sistema cambia profondamente. I lavoratori neoassunti nel settore privato (con esclusione dei lavoratori domestici), vengono automaticamente iscritti a una forma di previdenza complementare collettiva; l’adesione diventa la regola, la rinuncia l’eccezione se però avviene entro 60 giorni dall’assunzione. Il silenzio del lavoratore equivale ad adesione.

Nel 2007 invece, il lavoratore assunto da una azienda, aveva facoltà di aderire alla previdenza integrativa scegliendo un f ondo pensione al quale conferire il TFR maturando ed eventuali contributi aggiuntivi entro i primi sei mesi.  Se il lavoratore non avesse espresso alcuna scelta e/o esplicita volontà di non adesione, entro i primi sei mesi, il tfr sarebbe stato automaticamente destinato a forme di previdenza complementare collettiva.

Sono anche ora valide tutte le ragioni di contrasto alla squallida operazione di borseggio del 2007.

  • Il rendimento del tfr è sicuro, quello del fondo pensionistico non è prevedibile.
  • Il tfr ai fondi è per sempre e non può essere revocato
  • Attraverso l’uso del tfr, aumenta il costo della pensione per lavoratori e diminuisce quello peri padroni.
  • La future pensioni basse ai giovani dipendono dalle riforme delle pensioni messe in atto negli anni e dal lavoro precario, povero e sottopagato
  • Il tfr è un diritto del lavoratore sancito dal codice e nella piena disponibilità del lavoratore; è protetto in caso di fallimento da un fondo appropriato in inps.

 

I fondi pensione sono strumenti previdenziali irrilevanti. Strumenti per accantonare capitale, poi riscattato, senza dare luogo ad alcuna pensione. Aumentare i salari, tenere il tfr in azienda e lottare per una pensione pubblica sufficiente per una vecchiaia dignitosa sono l’unica alternativa possibile!

Maggio 2026

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