Il governo Meloni e le forze di cdx che lo sostengono hanno partorito l’ennesima proposta di legge elettorale truffa confezionata ad hoc a loro uso e consumo.
Si sono confezionati una proposta di legge che gli consentirebbe di prendere il 57,5% dei deputati e senatori con solo il 40% dei voti e continuare così a governare e proseguire la loro guerra interna di distruzione dello stato sociale, di attacco a salari e pensioni per favorire padroni, speculatori finanziari e moltiplicare a dismisura le spese militari con il rischio di trascinarci in guerra esterna disastrosa per tutta l’umanità.
Indicazione del premier nel programma elettorale, eliminazione dei collegi uninominali, rideterminazione di dei collegi plurinominali, soglia del 3% per singole liste e del 10% per le coalizioni, liste chiuse senza preferenze, premio di 70 deputati e 35 senatori per la coalizione vincente sono i presupposti tecnici su cui basano la loro truffa che hanno il coraggio di chiamare “legge proporzionale “.
Falsificazione palese poiché il sistema proporzionale, comequello applicato per esenpio attualmente nelle elezioni delle Rsu dei lavoratori, prevede che ogni lista prenda un numero di rappresentanti esattamente corrispondente in proporzione al numero di voti ricevuti. Solo in questo modo ogni voto vale uno e nessuno può avere maggioranze fittizie a prescindere dal suo reale peso tra i rappresentati.
Il governo giustifica questa legge palesemente antidemocratica con la ” necessità di garantire la governabilità”. La stessa governabilità che invocava il Pd quando fece l’altrettanto truffaldino Rosatellum che gli si è poi ritorto contro consentendo così al centrodestra di governare con quasi il 60% dei seggi pur avendo solo il 43,8% dei voti.
La stessa “governabilità ” che invocano i padroni che vorrebbero trattare solo con sindacati consociativi, compiacenti e complici.
La stessa ” governabilità ” per cui nessuno deve osare disturbare il manovratore e per cui il governo ha messo in campo provvedimenti antisciopero, nuove leggi repressive, attacchi polizieschi ai picchetti dei lavoratori, multe a chi organizza le lotte, scudi penali e fermi preventivi di mussoliniana memoria.
La stessa governabilità, cioè la “sua” governabilità, per cui vuole accentrare tutto il potere nelle mani dell’esecutivo politico togliendo ogni autonomia alla magistratura che ritiene troppo ” lassista, permissiva e garantista” nei confronti di chi dissente. Cosa peraltro falsa, visto le centinaia di denunce partite dalla magistratura in questi giorni in diverse città nei confronti di lavoratori, precari e studenti protagonisti delle lotte e dei “blocchi” effettuati dal 22 settembre a fine 2025. Ma al governo Meloni questo non basta . La magistratura , così come i lavoratori e tutti noi, deve adeguarsi alle sue direttive e “credere, ubbidire e combattere”!
A tutto questo i lavoratori e le masse popolari devono dire NO e organizzarsi per difendere i loro diritti!!
Il primo passo di questo percorso è votare NO al referendum del 22 e 23 marzo e alle sue modifiche costituzionali sulla giustizia che rafforzerebbero questo governo e il suo controllo sulla magistratura.
CONFEDERAZIONE UNITARIA DI BASE DI MILANO