Le lavoratrici e i lavoratori del Piccolo Teatro di Milano denunciano lo stallo della trattativa sindacale, una situazione che si protrae oltre i tempi ragionevoli e che dimostra una grave mancanza di attenzione verso chi ogni giorno rende possibile l’attività del Teatro.
Dal 28 maggio 2025 siamo in stato di agitazione. Nonostante questo abbiamo continuato a garantire con passione, professionalità e spirito di abnegazione la qualità e la continuità della programmazione, pur in un contesto in cui le scelte organizzative della direzione hanno imposto ritmi frenetici e poco sostenibili generando un diffuso malessere e malcontento. A tutto questo si aggiunge una perdita del potere d’acquisto dei nostri salari già segnalata da tempo e mai risolta.
A partire da lunedì 23 febbraio e fino a domenica 1 marzo attueremo il blocco degli straordinari: questo potrebbe non garantire il regolare svolgimento delle attività, dal momento che questa si basa sulla nostra flessibilità visto che siamo costantemente chiamati a lavorare in modalità “emergenziale”.
E’ un segnale che il contesto ha reso necessario e assumiamo questa scelta con responsabilità e consapevolezza.
Riteniamo inaccettabile che, mentre a chi lavora quotidianamente dietro e sul palco non vengono date risposte concrete, la Direzione abbia sottoscritto un accordo integrativo che prevede aumenti per i dirigenti del Teatro, cioè per chi già percepisce retribuzioni elevate: questa scelta rappresenta un segnale politico preciso, che accentua le disuguaglianze interne invece di affrontarle.
Ci scusiamo con il pubblico che è il cuore del nostro lavoro e il destinatario della funzione culturale, politica e sociale del Teatro. Difendere la dignità del lavoro significa difendere anche la qualità e il futuro di questa Istituzione.
La RSU