CCNL Multiservizi: un rinnovo della povertà

+215€ totali spalmati in 4 anni per il secondo livello: ecco gli aumenti previsti dal rinnovo del CCNL Multiservizi.

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Il rinnovo del CCNL Multiservizi è stato siglato lo scorso 13 giugno, con validità dal 1° giugno 2025 al 31 dicembre 2028. Questo rinnovo coinvolge oltre 600.000 lavoratori e, pur essendo presentato come il contratto dei lavoratori delle pulizie, bisogna rammentare che il Multiservizi è nato per favorire i processi di esternalizzazione in appalto di fasi dell’attività produttiva, abbassando il costo del lavoro per il committente tramite il pagamento di salari poveri.
 
La legge Biagi del 2003 (Governo Berlusconi) ha cancellato la parità salariale e normativa tra  i lavoratori del committente e quelli degli appaltatori: questo ha permesso una amplissima diffusione del Multiservizi, ben al di là dell’ambito delle pulizie, e infatti oggi è possibile trovarlo in attività industriali, di logistica, turismo, ristorazione, commerciali, bibliotecari ecc… L’applicazione di questo CCNL in settori impropri ha portato in essi a una perdita salariale anche del 50%.
 
Secondo Fisascat – Filcams – Uiltrasporti, l’attuale rinnovo consentirebbe un recupero salariale dell’inflazione pari al 16,6%. Vediamo però dove sta la verità:
 
AUMENTI: I NUMERI DEL RINNOVO
 
Prendiamo come esempio il livello più diffuso:
2° LIVELLO*, con stipendio lordo mensile pari a 1303,50 €.
+215 € totali in 4 anni spalmati in 7 mini-tranche dal 2025 al 2029
 
40 € nel 2025 (che assorbono i 10 € di aumento che erano già stati previsti nello stesso mese dal rinnovo precedente), 35 € a maggio 2026, 35 € a ottobre 2026, 30€ a maggio 2027, 20 € a dicembre 2027, 25 € a luglio 2028, 20 € a ottobre 2028 e 10€ nel 2029.
 
Un recupero salariale del 16,6% ci sarebbe stato nel caso in cui l’aumento di 215 € fosse stato dato tutto immediatamente a luglio 2025. Dato che gli aumenti saranno spalmati in tranches diluite in 5 anni e, dato che le condizioni generali di incertezza dovute al complicato contesto internazionale fanno presumere un continuo e costante aumento dell’inflazione anche nei prossimi anni  (in questo momento per esempio è al + 3%), il recupero salariale di questo rinnovo è assolutamente misero e inadeguato a recuperare alcunchè.
 
Un rinnovo che prevede, quindi, pochi soldi centellinati, ma venduti come grande conquista, nel vano tentativo di riparare ad anni di povertà, ma con il rischio che anche il salario previsto dal Multiservizi, come già avvenuto per il CCNL Servizi Fiduciari, possa in futuro stare al di sotto dei parametri di “salario equo” previsti dall’art. 36 della Costituzione, come interpretati ai sensi delle Direttive Europee, le indicazioni della Corte di Giustizia Europea e gli indici Istat.
Questo rinnovo, di fatto, riconferma il fenomeno ormai diffuso del *lavoro povero*.
 
Ciò di cui avrebbero davvero bisogno i lavoratori è di un CCNL che faccia recuperare loro realmente l’aumento del costo della vita, a partire anche dalla rivendicazione della reintroduzione del principio di “parità di trattamento” tra i lavoratori del committente e quelli dell’appaltatore, fino a richiedere l’internalizzazione di tutte le fasi lavorative appaltate, con assunzione di tutti i lavoratori precedentemente impiegati, e la cancellazione dell’istituto degli appalti.

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