Auguri di buone feste e di buone lotte!

Gli annuali auguri natalizi del segretario CUB Milano, Mattia Scolari.

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Caro compagno, cara compagna,

l’anno che sta volgendo al termine ci lascia in eredità importanti giornate di lotta caratterizzate da una crescita esponenziale dell’indignazione contro il genocidio perpetrato in Palestina.

Durante le giornate di sciopero generale lanciate del sindacalismo di base (20 Giugno, 22 Settembre, 3 Ottobre e 28 Novembre), centinaia di migliaia di persone, a partire dai giovani, hanno ribaltato quella rassegnazione rispetto allo stato di cose presenti che sembrava essersi imposta ancor di più a seguito del del Referendum promosso dalla CGIL, lanciato proprio per tentare di soffocare qualsiasi ipotesi di possibile “rivolta sociale”.

A Milano abbiamo saputo stringere rapporti di collaborazione che sono culminati nell’imponente corteo cittadino del 29 Novembre, organizzato proprio a pochi giorni dalla sentenza vittoriosa in favore della giovane maschera della Scala licenziata – in maniera illegittima – per aver gridato “Palestina Libera”.

Accanto al nostro impegno per la pace e contro ogni forma di utilizzo unilaterale della sopraffazione militare, le nostre attività di supporto alle lavoratrici e ai lavoratori non si sono mai fermate. Questo perché sappiamo che un sindacato generale, realmente radicato nei luoghi di lavoro, si misura sulla base della forza contrattuale che riesce a esercitare nei riguardi delle controparti (pubbliche e private).

Da questo punto di vista, è utile fare un punto sulle principali vertenze costruite:

  • La campagna di sensibilizzazione contro lo smantellamento di Stellantis e il licenziamento di Delio Fantasia, segretario della FLMUniti di Frosinone, culminate con un convegno nazionale sul settore dell’automotive organizzato proprio a Piedimonte San Germano. Tra l’altro, proprio in quelle giornate, si è ricostruita una importante presenza della FLMUniti nello stabilimento di Atessa a dimostrazione di come sia possibile invertire la tendenza padronale che vuole escludere tutte le voci dissenzienti dalle fabbriche;
  • Lo sciopero di tutta la filiera dell’Università, promosso dai ricercatori e dalle ricercatrici precarie. La volontà di lotta dei giovani professori ha trovato manifestazione in un partecipatissimo corteo interno nei corridoi dell’Università Bicocca, che ha saputo dare una indicazione di metodo rispetto a chi voleva congelare la loro vertenza in inutili tavoli di discussione;
  • Il rilancio di una “May Day” che ha visto sfilare, per le vie di Milano, circa 30 mila persone. Il contrasto alla precarietà lavorativa, alle nuove controriforme sul lavoro e sulla sicurezza varate dal governo Meloni sono stati i principali bersagli di un corteo variopinto;
  • Non da ultime per importanza, la vertenza aziendale all’ospedale San Raffaele di Milano contro il gruppo San Donato e il processo di ristrutturazione interna ai danni delle lavoratrici e dei lavoratori; al Teatro alla Scala che ha saputo unire, a partire dal licenziamento richiamato in precedenza, la volontà di denuncia delle condizioni di lavoro all’interno di uno dei luoghi più esclusivi della nostra città; lo sciopero contro “il cottimo integrale” delle lavoratrici delle pulizie dell’Hotel NH Fiera di Rho.

Il sindacato può aspirare a farsi “soggetto politico” per una trasformazione radicale dell’ordine sociale solo se è in grado intercettare i bisogni concreti e le aspirazioni reali delle lavoratrici e dei lavoratori.

Certamente, continuiamo a muoverci nella “gabbia” di un sistema della rappresentanza sindacale e della contrattazione che ha costruito il monopolio dei diritti sindacali unicamente per CGIL-CISL-UIL e che rischia di essere paradossalmente confermato dalla sentenza 156/2025 della Corte Costituzionale, salvaguardando quindi le politiche contrattuali alla base del crollo della dinamica salariale e dei diritti sociali. Ultimo per ordine di tempo il rinnovo del CCNL Metalmeccanici dove, dopo aver varato una piattaforma rivendicativa contraria alle dinamiche dell’IPCA, FIM – FIOM – UILM sono rientrate docilmente all’ovile confermando il modello della concertazione riaffermato dal “Patto per la Fabbrica”. 

Nonostante tutto, abbiamo appena chiuso un anno per certi versi in controtendenza e siamo pronti, anche per il prossimo, a fare la nostra parte, sapendo che per ricostruire un movimento di classe e alternativo non si può far altro che partire dal forte radicamento nei luoghi di lavoro e dalla vertenzialità diffusa, fornendo ai lavoratori gli strumenti per la formazione e la libera rappresentanza dei propri interessi.  

p. CUB Milano e prov.
Il Segretario Generale – Mattia Scolari

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