Protesta al Teatro Alla Scala
Da mesi è in corso uno stato di agitazione
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Da mesi è in corso uno stato di agitazione, perché le nostre richieste restano senza risposte concrete. COSA STA SUCCEDENDO? Il carico di lavoro, tanto in Teatro quanto nei laboratori Ansaldo, risulta elevato e gestito con sempre più difficoltà.
La corsa alla produttività sta compromettendo la qualità del nostro lavoro e la sicurezza di tutti. Dobbiamo segnalare che a ottobre 2025, in vista della Prima del 7 dicembre, due colleghi si sono infortunati in falegnameria e c’è stato un quasi incidente nella squadra trasporti.
È la conseguenza diretta di ritmi che è sempre più difficile sostenere nonostante l’aumento degli appalti, che dovrebbero snellire la produzione ma concorrono in realtà a comprometterne la qualità e spesso costringono i lavoratori a “rimettere mano” agli elementi realizzati da ditte esterne.
Le nostre richieste mirano a raggiungere una qualità di lavoro che possa essere all’altezza del nostro Teatro, perché solo così potremo continuare a garantire l’eccellenza delle nostre produzioni. Chiediamo dunque:
• Un aumento dell’organico, per rispondere alle nuove esigenze produttive, attraverso stabilizzazione e turnover e organizzazione interna più efficiente. Serve assumere, non accorpare reparti o ridurre le professionalità.
• Una riduzione delle esternalizzazioni, che abbassano la qualità e costringono i lavoratori interni a rimediare a lavori mal eseguiti.
• Un riconoscimento reale del valore professionale di chi ogni giorno fa vivere la Scala e rende possibile l’apertura del sipario, con una retribuzione equa e orari sostenibili.
• Un’attenzione maggiore alla sicurezza in tutte le fasi produttive, soprattutto nei momenti di maggior pressione.
05.11.2025