Il nostro 4 novembre

contro ogni guerra, contro un capitalismo di rapina che vive di guerra

 

Il nostro 4 novembre: contro ogni guerra, contro un capitalismo di rapina che vive di guerra, affinché le scuole divengano luoghi di vera educazione alla pace e non luoghi di propaganda militarista

“I sentieri della gloria portano solo alla tomba”.

Il 4 novembre è il giorno in cui, nel 1918, ebbe fine un’orrenda carneficina voluta dal folle cinismo dei potenti.Oggi la guerra devasta più che mai il pianeta: si contano circa 100 conflitti e noi abbiamo notizia soltanto di quelli che toccano maggiormente l’Occidente. Ciò che da anni accade in Ucraina e la tragedia del popolo palestinese costituiscono un affronto contro ogni idea di umanità e di giustizia. Questa è la guerra, da sempre: uno scandalo intollerabile. Chi ne paga le conseguenze è il popolo; chi ne trae profitti sono quei ricchi che la guerra rende ancora più ricchi.

  Con orrore sentiamo i “ragionamenti” occidentali sulla ricostruzione di Gaza; con orrore sentiamo il  ministro israeliano delle Finanze Bezalel Smotrich affermare che Gaza è una miniera d’oro per gli investimenti. La Banca Mondiale stima ad 80 miliardi di dollari le spese per la ricostruzione, una cifra enorme; e già volano anche nella Borsa italiana i titoli delle industrie delle costruzioni e del cemento, in vista della ricostruzione. Questa è la guerra: una immane sciagura per il popolo, una ghiotta occasione per chi detiene le leve del potere economico e per un ceto politico sempre più privo di idealità e sempre più piegato di fronte alle leggi del profitto.

  Sui social (la sede ufficiale dei nostri tempi!)  il primo ministro italiano usò queste parole  lo scorso anno in occasione del 4 novembre, il primo dopo la promulgazione della Legge del marzo 2024 che ha portato all’istituzione della “Giornata dell’Unità nazionale e delle Forze armate” : “Nella solenne ricorrenza della Giornata dell’Unità Nazionale e delle Forze Armate rendiamo omaggio a tutti coloro che, con coraggio e amor di Patria, sacrificarono la vita per un’Italia libera e unita. […] custodiamo e tuteliamo quei sacri valori in cui credevano e che rappresentano la nostra Nazione”.   Non c’è nemmeno da sottolineare l’ipocrisia di queste parole.

   Come educatori presenteremo invece ai nostri studenti la prima guerra mondiale per quello che è stata: uno scellerato massacro. Celebreremo non soltanto chi cadde innocente sul campo di battaglia, ma coloro che disobbedirono agli ordini di ufficiali senza criterio: i disertori e chi si ribellò attraverso forme di resistenza passiva, chi abbandonò le armi, chi arrivò a gesti di autolesionismo,  pur di farsi esonerare dall’andare incontro a morte certa. Non erano vigliacchi, come certa retorica patriottica e nauseante vuol ancora far credere: erano uomini coraggiosi che non avevano rinunciato alla ragionevolezza.

                                                                      

Oggi, 4 novembre chiediamo con forza:

  • che si fermi il riarmo e che vadano alla spesa sociale i soldi destinati alle armi

            (32 miliardi nel 2024, l’1,5% del PIL. Si prevede di giungere al 5% del PIL nel 2035;

  • che le scuole cessino di essere luoghi in cui sempre più di frequente ci siano interventi delle Forze Armate;
  • che venga rispettato l’articolo 11 della Costituzione e che la guerra venga ripudiata nelle parole e nei fatti e che di conseguenza il 4 novembre sia un giorno in cui si stigmatizza l’ottusa crudeltà del potere.

Nelle scuole si educa alla pace: non sono possibili alternative. Si educa al rispetto degli altri, al pensiero critico – che è il contrario dell’obbedienza cieca agli ordini tipico del mondo militare, si educa all’eguaglianza, che è il contrario dell’ottuso rispetto della gerarchia. La Storia ce lo insegna: la corsa al riarmo è sempre stata preludio a nuove guerre. Non vogliamo più che ciò accada e  spiegheremo ai nostri giovani studenti cosa è stato il primo conflitto mondiale, affinché le sirene della Patria, dell’Onore, del Coraggio in guerra non abbiano per loro nessun fascino e vengano sgominate dall’affermazione della solidarietà, dell’eguaglianza della pace.

 

Milano – Martedì 4 novembre PRESIDIO ore 18.00 – Piazza della Scala